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Lavorare all'Hermete

foto alessia per post“Il nostro lavoro non è mai a senso unico, non siamo solo noi che consegnamo qualcosa ai nostri utenti ma è vero anche il contrario e ciò ovviamente, in questo periodo, non è stato possibile. È strano, ma nell’epoca dei social quello che ci è mancato di più è proprio la socialità, quel senso di comunità che si crea solo incontrando le persone fisicamente, sentendone il tono della voce e osservandone i gesti.”

Le biblioteche esauriscono la loro funzione solo avendo degli scaffali con dei libri a disposizione? Per noi no. Sono luoghi di comunità, per l’incontro, la conoscenza reciproca e l’inclusione. Ma ce lo spiega meglio Alessia.

 

 

Leggere fa crescere liberi.

Mi chiamo Alessia, sono bibliotecaria e lavoro per la Cooperativa Hermete da quasi 12 anni.
Molti credono di conoscere il nostro lavoro e ritengono di poterlo riassumere in poche parole, o forse in una sola: libri.

Ma non è solo questo. Certamente parte dai libri, dal nostro amore sconfinato per le parole e per tutti i linguaggi verbali o iconici, per le persone reali o create dall’immaginazione degli autori, per le possibilità che ci offrono i libri di essere e di vivere altro, per un tratto o forse, cambiando radicalmente il nostro punto di vista, per sempre.

Le pagine dei libri sono come vele che ci consentono di navigare lontano, di spingerci più in là, di esplorare luoghi e stati d’animo e, quando, dopo un mese, i nostri utenti ci riconsegnano i libri noi capiamo da come ce li porgono e da come ci guardano separandosi dal loro, se il viaggio è valso la pena.

Anni fa, per riassume la nostra idea di cultura e il ruolo fondamentale che secondo noi, la lettura riveste nella formazione degli individui, abbiamo voluto mettere all’ingresso di una nostra biblioteca la scritta: “Leggere fa crescere liberi”.

Oggi ancora di più, le biblioteche rappresentano dei presidi di democrazia, perché garantiscono a tutti, pari opportunità di accedere liberamente e gratuitamente alla cultura. Le biblioteche rispondono alle esigenze informative di una comunità in modo del tutto disinteressato, senza cioè l’intento (più o meno esplicito) di voler convincerci di qualcosa, senza voler venderci nulla, senza voler condizionarci nelle nostre ricerche o nella formazione delle nostre idee, senza cioè imporci dei percorsi o delle risposte decisi da altri.

Potrebbero forse sembrare, agli osservatori più distratti, dei luoghi obsoleti ma in realtà le biblioteche oggi, rappresentano forse uno dei settori più dinamici e più all’avanguardia della nostra società. Qualche anno fa si temeva che con l’avvento massiccio dei social e con il potenziamento di internet, il ruolo del bibliotecario ne sarebbe uscito oscurato, ma ciò non è accaduto. E oggi, anche alla luce di questo periodo di emergenza sanitaria, questo ruolo è emerso in tutte le sue sfaccettature.

L’idea comune è che in internet ci sia tutto ma il problema non è solo di quantità delle proposte ma di qualità delle risposte e le biblioteche presidiano proprio questo.

Il nostro compito è anche quello di agevolare l’accesso alle informazioni e alla conoscenza, fornendo o individuando degli strumenti che consentano a tutti, l’acquisizione di risposte non stereotipate. Non siamo né accumulatori né conservatori di libri (anche se, per il nostro amore nei loro confronti, è inutile negarlo, ci sentiamo anche un po’ così!) ma oggi siamo spesso dei “facilitatori”, perché le possibilità editoriali e della rete sono moltissime e orientarsi non è facile ma è certamente necessario, anzi fondamentale, per non far precipitare la nostra cultura e per mantenere la nostra informazione sempre libera.

Le biblioteche, soprattutto quelle comunali in cui noi lavoriamo, sono davvero luoghi di integrazione tra tutti: bambini, adulti, anziani, studenti, lavoratori, italiani, stranieri, persone di lingue, religioni o abilità diverse. Le mille attività che si svolgono nelle nostre stanze consentono alle persone di incontrarsi su terreni diversi e di condividere qualcosa che va oltre il proprio destino.

Durante tutto l’anno noi cerchiamo di portare al di fuori dei nostri spazi ciò che conserviamo all’interno, dando voce ai nostri libri ma anche, direi, di portare dentro ciò che è fuori raccogliendo stimoli e coinvolgendo le realtà del nostro territorio ma non solo. In tanti anni abbiamo tessuto molti rapporti, abbiamo incontrato autori, illustratori, librai, docenti e appassionati di letteratura e, grazie anche a loro, siamo cresciute e abbiamo arricchito il nostro lavoro di mille sfumature. La nostra passione per la letteratura per bambini e ragazzi è innegabile e ogni nuovo libro che scegliamo per i nostri utenti, ci emoziona e lo consegnamo loro come se fosse una promessa.

Sono moltissime le attività di promozione della lettura che organizziamo ogni anno e che coinvolgono i bambini della scuola d’infanzia, della scuola primaria e i ragazzi della scuola secondaria di primo grado. Prima dell’emergenza sanitaria il nostro tempo che al di fuori, può forse sembrare lento, era in realtà frenetico. Le ore del mattino e le primissime ore del pomeriggio erano spesso dedicate alle scuole. Ogni incontro richiede ore di lavoro, per la progettazione, per lo studio, per la lettura e la selezione di albi illustrati o libri, per la preparazione di materiale. Quando incontriamo per la prima volta i bambini, cariche di aspettative e di libri scelti con cura, spesso ci troviamo spiazzate, perché quello che a noi sembra un elemento imprescindibile della nostra vita e ancora di più della vita dei bambini, scopriamo che non appartiene in realtà al vissuto di tutti. Ci accorgiamo che proprio quei bambini che avrebbero più bisogno di storie e di parole, spesso ne sono esclusi. Ai più piccoli cerchiamo di dedicare un “tempo lento” e di far vivere loro la magia della biblioteca. Quando vengono a trovarci per molti di loro è davvero la prima volta e l’entusiasmo è palpabile: devono prima impossessarsi dello spazio, togliersi le scarpe, toccare tutti i tipi di carta, saltare da uno scaffale all’altro (spesso non solo in senso figurato!), sdraiarsi sul tappeto, scegliere il cuscino più morbido o la sedia più comoda, poi, dopo che ci siamo presentati, devono raccontarci qualcosa di loro. Qualsiasi cosa: cosa hanno mangiato, cosa hanno fatto un anno prima, cosa vogliono fare da gradi, come si chiamo il loro cane, o semplicemente mostrarci la loro maglietta. E poi devono sapere qualcosa di noi. Qualsiasi cosa, e non si fermano alle prime risposte ma scavano a furia di perché.

Le maestre che li accompagnano ripetono loro come un mantra, le regole della biblioteca e su tutte domina quella del silenzio assoluto. Per ottenerlo provano varie “formule magiche” e tentano le più svariate combinazioni di bambini che spostano e rispostano in continuazione. Noi osserviamo queste grandi manovre senza preoccuparci troppo: ci mettiamo comode e quando ci sentiamo pronte, apriamo semplicemente un libro. Spesso prima ancora di arrivare al titolo la magia funziona!

Capita che da un anno all’altro i bambini, anche quelli apparentemente più distratti, si ricordino ciò che abbiamo letto loro, le osservazioni che abbiamo fatto, i pensieri che sono stati solo accennati e ci propongono interpretazioni personali che ci lasciamo meravigliate, come se i protagonisti dei libri letti insieme non li avessero mai abbandonati. Quando ciò accade (ed è molto più spesso di quanto si potrebbe pensare), sentiamo qualcosa dentro di noi che fa uno strano rumore e speriamo che nessuno se ne accorga (ma questo non accade quasi mai!).

Una parte importante del nostro lavoro sono gli incontri con i genitori e i bambini della fascia 0-3 anni, a cui dedichiamo una cura particolare perché per loro è il primo passo nel mondo meraviglioso della letteratura per l’infanzia e il primo, di un percorso che ci vedrà affiancati per molti anni.

Siamo sempre felici di incontrare i ragazzi della scuola secondaria di primo grado, perché sono occasioni preziose per avvicinarli a quei libri che contengono le parole che stanno cercando per descrivere ciò che sentono dentro, per placare le loro ansie o accendere le loro passioni.

Nel pomeriggio le nostre biblioteche si animano di molte attività: incontri di promozione della lettura suddivisi per fascia d’età, grazie alle nostre meravigliose lettrici volontarie, corsi più strutturati su tematiche specifiche (come i fumetti o i wordlessbook), laboratori, lettura dei nostri amati libri in simboli, narrazione attraverso strumenti diversi come i burattini e il kamishibai, progetti di lettura dedicati agli adulti.

Il nostro lavoro continua in svariati altri progetti che vanno dalle formazioni per bibliotecari, insegnanti, educatori e lettori volontari, ai progetti per gli studenti delle scuole superiori, ai corsi per lettrici volontarie, ai progetti sulla poesia, agli incontri con autori e case editrici, agli incontri con gli storici, ai progetti di integrazione e di libero accesso alla lettura.

Ogni giorno abbiamo riunioni o scambi preziosi con i colleghi per confrontarci sulle varie tematiche e necessità del nostro lavoro; ogni giorno abbiamo nuove idee che richiedono tempo e passione per trovare una concreta realizzazione e a cui dedichiamo qualcosa che va al di là del nostro lavoro.

Oltre a questo c’è la nostra formazione costante che ci porta a seguire corsi, visitare fiere o mostre, frequentare case editrici e incontrare librari, autori o illustratori e questo di solito avviene nel nostro tempo libero.

In questo periodo di quarantena, il nostro lavoro è necessariamente cambiato, non nella quantità o nella qualità ma nella possibilità di garantire a tutti pari opportunità di esercitare la facoltà di scegliere cosa leggere. Le biblioteche, dovrebbero secondo noi avere proprio questa priorità: garantire a tutti i lettori, indipendentemente dalla loro lingua, cultura, capacità cognitive o fisiche, la possibilità di esercitare il proprio diritto di scelta.

Non è stato facile in questi mesi per noi sentirci bibliotecari, senza libri a disposizione, senza la possibilità concreta di spaziare da un genere all’altro, senza entrare ed uscire da un libro, senza averli davanti fisicamente, senza poterne pararle direttamente con i nostri lettori guardandoci negli occhi. Il nostro lavoro non è mai a senso unico, non siamo solo noi che consegnamo qualcosa ai nostri utenti ma è vero anche il contrario e ciò ovviamente, in questo periodo, non è stato possibile. È strano, ma nell’epoca dei social quello che ci è mancato di più è proprio la socialità, quel senso di comunità che si crea solo incontrando le persone fisicamente, sentendone il tono della voce e osservandone i gesti.

Ma non ci siamo fermati. Da quando è iniziata l’emergenza sanitaria, noi bibliotecari di Hermete abbiamo attivato il progetto Biblioteca Vicina” “con lo scopo di accorciare le distanze tra noi e i nostri utenti. Abbiamo ideato dei video ispirati a due albi illustrati “Forme in gioco” di Silvia Borando (Minibombo) e “Case Così” di Antonella Abbatiello (Donzelli) per proporre ai bambini un modo diverso di “stare” con i libri, suggerendo delle semplici attività che dessero sfogo alla loro fantasia.

Attraverso “Pillole di Letteratura” ci siamo rivolti agli adulti proponendo loro delle letture interessanti e un ricordo del nostro amato Sepúlveda. Ciascuna delle nostre biblioteche, grazie ai corsi che organizziamo da anni, ha la fortuna di potersi avvalere di un gruppo di lettrici volontarie che ci aiuta a dare la voce a tanti libri per bambini e, grazie alla loro disponibilità, siamo riuscite a garantire ai nostri piccoli lettori, i nostri appuntamenti settimanali attraverso delle videoletture. Abbiamo ideato il quiz “Scopri il libro misterioso” che, con cadenza bisettimanale, attraverso delle citazioni, propone di indovinare titoli di libri per adulti e bambini. Siamo riuscite a creare una rete ancora più salda tra noi bibliotecari e attraverso incontri settimanali, abbiamo condiviso e potenziato le nostre proposte, per raggiungere con più efficacia tutti i nostri utenti, grandi e piccoli. Laddove possibile, abbiamo mantenuto i nostri rapporti con scuole, insegnanti ed educatori, per suggerire letture, attività, possibilità, fornendo loro bibliografie che tenessero conto di questo periodo di quarantena e che non contemplassero solo libri cartacei, ma soprattutto ebook o audiolibri. Abbiamo cercato in internet le proposte più interessanti per adulti e bambini, visitando le case editrici che più amiamo, selezionando letture, spettacoli, interviste con autori, giochi, laboratori con lo scopo di tenere viva la curiosità anche dei più piccoli. Per far conoscere a tutti gli utenti il MLOL e per renderlo ancora più accessibile, abbiamo creato delle guide pratiche per accompagnare gli utenti passo passo, nell’esplorazione di questa possibilità di lettura. Abbiamo coinvolto direttamente i nostri utenti più assidui per chiedere loro di condividere con noi le loro passioni: ed ecco una video ricetta di ciambelline pasquali e un mistero da risolvere che ci sta portando, attraverso una serie di enigmi, a cercare “Dov’è Caterina” tra vie di Sant’Ambrogio. Stiamo progettando un corso di formazione sugli albi illustrati che ci porterà ad esplorare ancora più a fondo le potenzialità di questo mondo che non finisce mai di stupirci e abbiamo mantenuto i rapporti con le case editrici, con gli autori e gli illustratori che avrebbero dovuto venire a trovarci nei mesi scorsi e stiamo studiando insieme a loro delle proposte che non vanifichino il nostro lavoro e le aspettative dei nostri utenti. Grazie al SBPVr abbiamo aumentato, anche se probabilmente in maniera non sufficiente, visto l’enorme numero delle richieste, le possibilità di prestito delle risorse digitali.

Siamo consapevoli che il libro digitale non può essere l’unica risposta al bisogno di lettura degli utenti ma rappresenta una delle strade possibili. Molti utenti avranno ancora il piacere o la necessità di leggere libri cartacei, libri in simboli, in braille, libri che narrano in altre lingue, libri da leggere con gli occhi, ma anche con le mani e forse con la bocca (questo vale solo per i lettori sotto l’anno di età!). Ciascuno di noi in questo periodo ha seguito corsi di formazione, ha stilato elenchi di cose da fare al rientro, ha immaginato un nuovo modo di lavorare per tornare ad offrire a tutti le opportunità di un accesso libero alla cultura che sono alla base del nostro lavoro.

#hermetecoop #hermete #educaregiocarecambiare #bibliotecariperpassione #bibliotechehermete  #cosedihermete #valpolicella #verona  #leggerefacrescereliberi


foto alessia per post“Il nostro lavoro non è mai a senso unico, non siamo solo noi che consegnamo qualcosa ai nostri utenti ma è vero anche il contrario e ciò ovviamente, in questo periodo, non è stato possibile. È strano, ma nell’epoca dei social quello che ci è mancato di più è proprio la socialità, quel senso di comunità che si crea solo incontrando le persone fisicamente, sentendone il tono della voce e osservandone i gesti.”

Le biblioteche esauriscono la loro funzione solo avendo degli scaffali con dei libri a disposizione? Per noi no. Sono luoghi di comunità, per l’incontro, la conoscenza reciproca e l’inclusione. Ma ce lo spiega meglio Alessia.

 

 

Leggere fa crescere liberi.

Mi chiamo Alessia, sono bibliotecaria e lavoro per la Cooperativa Hermete da quasi 12 anni.
Molti credono di conoscere il nostro lavoro e ritengono di poterlo riassumere in poche parole, o forse in una sola: libri.

Ma non è solo questo. Certamente parte dai libri, dal nostro amore sconfinato per le parole e per tutti i linguaggi verbali o iconici, per le persone reali o create dall’immaginazione degli autori, per le possibilità che ci offrono i libri di essere e di vivere altro, per un tratto o forse, cambiando radicalmente il nostro punto di vista, per sempre.

Le pagine dei libri sono come vele che ci consentono di navigare lontano, di spingerci più in là, di esplorare luoghi e stati d’animo e, quando, dopo un mese, i nostri utenti ci riconsegnano i libri noi capiamo da come ce li porgono e da come ci guardano separandosi dal loro, se il viaggio è valso la pena.

Anni fa, per riassume la nostra idea di cultura e il ruolo fondamentale che secondo noi, la lettura riveste nella formazione degli individui, abbiamo voluto mettere all’ingresso di una nostra biblioteca la scritta: “Leggere fa crescere liberi”.

Oggi ancora di più, le biblioteche rappresentano dei presidi di democrazia, perché garantiscono a tutti, pari opportunità di accedere liberamente e gratuitamente alla cultura. Le biblioteche rispondono alle esigenze informative di una comunità in modo del tutto disinteressato, senza cioè l’intento (più o meno esplicito) di voler convincerci di qualcosa, senza voler venderci nulla, senza voler condizionarci nelle nostre ricerche o nella formazione delle nostre idee, senza cioè imporci dei percorsi o delle risposte decisi da altri.

Potrebbero forse sembrare, agli osservatori più distratti, dei luoghi obsoleti ma in realtà le biblioteche oggi, rappresentano forse uno dei settori più dinamici e più all’avanguardia della nostra società. Qualche anno fa si temeva che con l’avvento massiccio dei social e con il potenziamento di internet, il ruolo del bibliotecario ne sarebbe uscito oscurato, ma ciò non è accaduto. E oggi, anche alla luce di questo periodo di emergenza sanitaria, questo ruolo è emerso in tutte le sue sfaccettature.

L’idea comune è che in internet ci sia tutto ma il problema non è solo di quantità delle proposte ma di qualità delle risposte e le biblioteche presidiano proprio questo.

Il nostro compito è anche quello di agevolare l’accesso alle informazioni e alla conoscenza, fornendo o individuando degli strumenti che consentano a tutti, l’acquisizione di risposte non stereotipate. Non siamo né accumulatori né conservatori di libri (anche se, per il nostro amore nei loro confronti, è inutile negarlo, ci sentiamo anche un po’ così!) ma oggi siamo spesso dei “facilitatori”, perché le possibilità editoriali e della rete sono moltissime e orientarsi non è facile ma è certamente necessario, anzi fondamentale, per non far precipitare la nostra cultura e per mantenere la nostra informazione sempre libera.

Le biblioteche, soprattutto quelle comunali in cui noi lavoriamo, sono davvero luoghi di integrazione tra tutti: bambini, adulti, anziani, studenti, lavoratori, italiani, stranieri, persone di lingue, religioni o abilità diverse. Le mille attività che si svolgono nelle nostre stanze consentono alle persone di incontrarsi su terreni diversi e di condividere qualcosa che va oltre il proprio destino.

Durante tutto l’anno noi cerchiamo di portare al di fuori dei nostri spazi ciò che conserviamo all’interno, dando voce ai nostri libri ma anche, direi, di portare dentro ciò che è fuori raccogliendo stimoli e coinvolgendo le realtà del nostro territorio ma non solo. In tanti anni abbiamo tessuto molti rapporti, abbiamo incontrato autori, illustratori, librai, docenti e appassionati di letteratura e, grazie anche a loro, siamo cresciute e abbiamo arricchito il nostro lavoro di mille sfumature. La nostra passione per la letteratura per bambini e ragazzi è innegabile e ogni nuovo libro che scegliamo per i nostri utenti, ci emoziona e lo consegnamo loro come se fosse una promessa.

Sono moltissime le attività di promozione della lettura che organizziamo ogni anno e che coinvolgono i bambini della scuola d’infanzia, della scuola primaria e i ragazzi della scuola secondaria di primo grado. Prima dell’emergenza sanitaria il nostro tempo che al di fuori, può forse sembrare lento, era in realtà frenetico. Le ore del mattino e le primissime ore del pomeriggio erano spesso dedicate alle scuole. Ogni incontro richiede ore di lavoro, per la progettazione, per lo studio, per la lettura e la selezione di albi illustrati o libri, per la preparazione di materiale. Quando incontriamo per la prima volta i bambini, cariche di aspettative e di libri scelti con cura, spesso ci troviamo spiazzate, perché quello che a noi sembra un elemento imprescindibile della nostra vita e ancora di più della vita dei bambini, scopriamo che non appartiene in realtà al vissuto di tutti. Ci accorgiamo che proprio quei bambini che avrebbero più bisogno di storie e di parole, spesso ne sono esclusi. Ai più piccoli cerchiamo di dedicare un “tempo lento” e di far vivere loro la magia della biblioteca. Quando vengono a trovarci per molti di loro è davvero la prima volta e l’entusiasmo è palpabile: devono prima impossessarsi dello spazio, togliersi le scarpe, toccare tutti i tipi di carta, saltare da uno scaffale all’altro (spesso non solo in senso figurato!), sdraiarsi sul tappeto, scegliere il cuscino più morbido o la sedia più comoda, poi, dopo che ci siamo presentati, devono raccontarci qualcosa di loro. Qualsiasi cosa: cosa hanno mangiato, cosa hanno fatto un anno prima, cosa vogliono fare da gradi, come si chiamo il loro cane, o semplicemente mostrarci la loro maglietta. E poi devono sapere qualcosa di noi. Qualsiasi cosa, e non si fermano alle prime risposte ma scavano a furia di perché.

Le maestre che li accompagnano ripetono loro come un mantra, le regole della biblioteca e su tutte domina quella del silenzio assoluto. Per ottenerlo provano varie “formule magiche” e tentano le più svariate combinazioni di bambini che spostano e rispostano in continuazione. Noi osserviamo queste grandi manovre senza preoccuparci troppo: ci mettiamo comode e quando ci sentiamo pronte, apriamo semplicemente un libro. Spesso prima ancora di arrivare al titolo la magia funziona!

Capita che da un anno all’altro i bambini, anche quelli apparentemente più distratti, si ricordino ciò che abbiamo letto loro, le osservazioni che abbiamo fatto, i pensieri che sono stati solo accennati e ci propongono interpretazioni personali che ci lasciamo meravigliate, come se i protagonisti dei libri letti insieme non li avessero mai abbandonati. Quando ciò accade (ed è molto più spesso di quanto si potrebbe pensare), sentiamo qualcosa dentro di noi che fa uno strano rumore e speriamo che nessuno se ne accorga (ma questo non accade quasi mai!).

Una parte importante del nostro lavoro sono gli incontri con i genitori e i bambini della fascia 0-3 anni, a cui dedichiamo una cura particolare perché per loro è il primo passo nel mondo meraviglioso della letteratura per l’infanzia e il primo, di un percorso che ci vedrà affiancati per molti anni.

Siamo sempre felici di incontrare i ragazzi della scuola secondaria di primo grado, perché sono occasioni preziose per avvicinarli a quei libri che contengono le parole che stanno cercando per descrivere ciò che sentono dentro, per placare le loro ansie o accendere le loro passioni.

Nel pomeriggio le nostre biblioteche si animano di molte attività: incontri di promozione della lettura suddivisi per fascia d’età, grazie alle nostre meravigliose lettrici volontarie, corsi più strutturati su tematiche specifiche (come i fumetti o i wordlessbook), laboratori, lettura dei nostri amati libri in simboli, narrazione attraverso strumenti diversi come i burattini e il kamishibai, progetti di lettura dedicati agli adulti.

Il nostro lavoro continua in svariati altri progetti che vanno dalle formazioni per bibliotecari, insegnanti, educatori e lettori volontari, ai progetti per gli studenti delle scuole superiori, ai corsi per lettrici volontarie, ai progetti sulla poesia, agli incontri con autori e case editrici, agli incontri con gli storici, ai progetti di integrazione e di libero accesso alla lettura.

Ogni giorno abbiamo riunioni o scambi preziosi con i colleghi per confrontarci sulle varie tematiche e necessità del nostro lavoro; ogni giorno abbiamo nuove idee che richiedono tempo e passione per trovare una concreta realizzazione e a cui dedichiamo qualcosa che va al di là del nostro lavoro.

Oltre a questo c’è la nostra formazione costante che ci porta a seguire corsi, visitare fiere o mostre, frequentare case editrici e incontrare librari, autori o illustratori e questo di solito avviene nel nostro tempo libero.

In questo periodo di quarantena, il nostro lavoro è necessariamente cambiato, non nella quantità o nella qualità ma nella possibilità di garantire a tutti pari opportunità di esercitare la facoltà di scegliere cosa leggere. Le biblioteche, dovrebbero secondo noi avere proprio questa priorità: garantire a tutti i lettori, indipendentemente dalla loro lingua, cultura, capacità cognitive o fisiche, la possibilità di esercitare il proprio diritto di scelta.

Non è stato facile in questi mesi per noi sentirci bibliotecari, senza libri a disposizione, senza la possibilità concreta di spaziare da un genere all’altro, senza entrare ed uscire da un libro, senza averli davanti fisicamente, senza poterne pararle direttamente con i nostri lettori guardandoci negli occhi. Il nostro lavoro non è mai a senso unico, non siamo solo noi che consegnamo qualcosa ai nostri utenti ma è vero anche il contrario e ciò ovviamente, in questo periodo, non è stato possibile. È strano, ma nell’epoca dei social quello che ci è mancato di più è proprio la socialità, quel senso di comunità che si crea solo incontrando le persone fisicamente, sentendone il tono della voce e osservandone i gesti.

Ma non ci siamo fermati. Da quando è iniziata l’emergenza sanitaria, noi bibliotecari di Hermete abbiamo attivato il progetto Biblioteca Vicina” “con lo scopo di accorciare le distanze tra noi e i nostri utenti. Abbiamo ideato dei video ispirati a due albi illustrati “Forme in gioco” di Silvia Borando (Minibombo) e “Case Così” di Antonella Abbatiello (Donzelli) per proporre ai bambini un modo diverso di “stare” con i libri, suggerendo delle semplici attività che dessero sfogo alla loro fantasia.

Attraverso “Pillole di Letteratura” ci siamo rivolti agli adulti proponendo loro delle letture interessanti e un ricordo del nostro amato Sepúlveda. Ciascuna delle nostre biblioteche, grazie ai corsi che organizziamo da anni, ha la fortuna di potersi avvalere di un gruppo di lettrici volontarie che ci aiuta a dare la voce a tanti libri per bambini e, grazie alla loro disponibilità, siamo riuscite a garantire ai nostri piccoli lettori, i nostri appuntamenti settimanali attraverso delle videoletture. Abbiamo ideato il quiz “Scopri il libro misterioso” che, con cadenza bisettimanale, attraverso delle citazioni, propone di indovinare titoli di libri per adulti e bambini. Siamo riuscite a creare una rete ancora più salda tra noi bibliotecari e attraverso incontri settimanali, abbiamo condiviso e potenziato le nostre proposte, per raggiungere con più efficacia tutti i nostri utenti, grandi e piccoli. Laddove possibile, abbiamo mantenuto i nostri rapporti con scuole, insegnanti ed educatori, per suggerire letture, attività, possibilità, fornendo loro bibliografie che tenessero conto di questo periodo di quarantena e che non contemplassero solo libri cartacei, ma soprattutto ebook o audiolibri. Abbiamo cercato in internet le proposte più interessanti per adulti e bambini, visitando le case editrici che più amiamo, selezionando letture, spettacoli, interviste con autori, giochi, laboratori con lo scopo di tenere viva la curiosità anche dei più piccoli. Per far conoscere a tutti gli utenti il MLOL e per renderlo ancora più accessibile, abbiamo creato delle guide pratiche per accompagnare gli utenti passo passo, nell’esplorazione di questa possibilità di lettura. Abbiamo coinvolto direttamente i nostri utenti più assidui per chiedere loro di condividere con noi le loro passioni: ed ecco una video ricetta di ciambelline pasquali e un mistero da risolvere che ci sta portando, attraverso una serie di enigmi, a cercare “Dov’è Caterina” tra vie di Sant’Ambrogio. Stiamo progettando un corso di formazione sugli albi illustrati che ci porterà ad esplorare ancora più a fondo le potenzialità di questo mondo che non finisce mai di stupirci e abbiamo mantenuto i rapporti con le case editrici, con gli autori e gli illustratori che avrebbero dovuto venire a trovarci nei mesi scorsi e stiamo studiando insieme a loro delle proposte che non vanifichino il nostro lavoro e le aspettative dei nostri utenti. Grazie al SBPVr abbiamo aumentato, anche se probabilmente in maniera non sufficiente, visto l’enorme numero delle richieste, le possibilità di prestito delle risorse digitali.

Siamo consapevoli che il libro digitale non può essere l’unica risposta al bisogno di lettura degli utenti ma rappresenta una delle strade possibili. Molti utenti avranno ancora il piacere o la necessità di leggere libri cartacei, libri in simboli, in braille, libri che narrano in altre lingue, libri da leggere con gli occhi, ma anche con le mani e forse con la bocca (questo vale solo per i lettori sotto l’anno di età!). Ciascuno di noi in questo periodo ha seguito corsi di formazione, ha stilato elenchi di cose da fare al rientro, ha immaginato un nuovo modo di lavorare per tornare ad offrire a tutti le opportunità di un accesso libero alla cultura che sono alla base del nostro lavoro.

#hermetecoop #hermete #educaregiocarecambiare #bibliotecariperpassione #bibliotechehermete  #cosedihermete #valpolicella #verona  #leggerefacrescereliberi


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