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Lavorare all'Hermete - Hermete

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“In un momento così particolare della storia dell’umanità le prospettive di futuro, anche se incerte, sono una delle più importanti ancore di salvataggio che abbiamo e i giovani, a maggior ragione, hanno voglia di sognare, pianificare e pensare al loro futuro.”
Come si può fare questo? Ecco il punto di vista di Daniela, psicologa nostra collega. 

Ciao a tutti, mi chiamo Daniela e lavoro in Hermete dal 2008. Sono psicologa e in cooperativa mi occupo di diversi progetti tra cui MyEurope, upgrade del programma Eurodesk. Questo progetto informa, orienta e accompagna quei giovani che hanno intenzione di fare un'esperienza di studio, di lavoro e di volontariato all'estero. MyEurope per me è sempre stata una bella sfida. Mi entusiasmava molto l’idea di poter parlare di mobilità internazionale ai giovani, essendo io stessa una testimonianza della bellezza di queste esperienze. Per la cronaca: sono brasiliana e mi sono trasferita in Italia nel 2003, all’inizio per un breve viaggio, viaggio che poi si è trasformato in una scelta di vita. E questa é sempre stata la sfida aggiuntiva di questo servizio: parlare di Europa non essendo europea! Ma grazie al mio percorso di studi (sono Psicologa con specializzazione in Consulenza e Orientamento alla scelta) e alle formazioni e aggiornamenti che ho seguito grazie ad Eurodesk ho potuto supportare i giovani nella scelta verso il loro percorso con competenza, informazioni affidabili e di qualità.
Una delle attività principali che svolgo con MyEurope è quella dei colloqui individuali, gratuiti per i giovani che vogliano ricevere informazioni. Attraverso il colloquio cerco di capire effettivamente cosa può fare quella persona, quali siano le sue aspettative, il suo potenziale e le sue ambizioni per proporre esperienze di valore che portino ad un arricchimento personale e professionale. Nella maggior parte dei casi i ragazzi che vedo in colloquio riescono a gestire e organizzare la propria esperienza da soli, partendo dalle informazioni e dell’orientamento che gli fornisco durante l'incontro. Questa è una cosa positiva, perché conferisce loro autonomia e li rende protagonisti in tutti i sensi della propria scelta ma, devo dire, un po' mi dispiace, perché spesso loro partono senza che io ne venga a conoscenza.
Oltre ai colloqui organizzo formazioni negli istituti scolastici, soprattutto con studenti delle superiori. E' durante questi incontri in cui solitamente il mio lavoro è più soddisfacente, perchè ho la possibilità di incontrare grandi gruppi, essere con i ragazzi, fornire loro informazioni che non hanno modo di reperire da soli, facendolo a scuola che è un ambiente privilegiato, dove trovo tutti, sia quelli che già sono propensi a partire, sia quelli scettici. In alcuni casi trovo ragazzi un po’ diffidenti riguardo alle esperienze all’estero, ragazzi magari proiettati verso un futuro lavorativo o un percorso universitario ancora incerto ma comunque da preferire alla “perdita di tempo” dell’esperienza all’estero ed è molto appagante vedere che molti di questi studenti, dopo i miei interventi, cambiano idea, capiscono l’importanza, l’utilità, si incuriosiscono e spesso cercano poi lo sportello per una consulenza individuale. Il bello dell'esperienza in classe è anche che il gruppo aiuta a sciogliere delle perplessità generali, in quanto molte volte la domanda di uno è il dubbio di tanti.

Con l’emergenza e le scuole chiuse, mi sono rimasti i colloqui on line. Ne ho fatti alcuni ancora all’inizio del lockdown, che erano già stati fissati prima della chiusura. Non è la stessa cosa, questo è chiaro. Tuttavia in alcuni casi è stata molto positiva la partecipazione al colloquio di entrambi i genitori, cosa che non accade mai allo sportello fisico in cui tendo a ricevere i ragazzi da soli, un po’ anche per renderli protagonisti di questa scelta. Ma grazie a questa esperienza ho notato che il coinvolgimento dei genitori è importante sia per loro che per i ragazzi. Quando i genitori comprendono meglio tutti i passaggi e tutte le sfumature delle opportunità, sono più sereni nel permettere ai figli di andare via ma anche più consapevoli nel leggere insieme a loro le prospettive di futuro, il prima, il durante e il dopo l’esperienza. I ragazzi dal canto loro giovano della presenza dei genitori perché così decidono insieme e possono essere più supportati nella scelta.
Un altra grande differenza tra la modalità in presenza e quella virtuale per me è stato il coinvolgimento. I colloqui virtuali sono più brevi di quanto non lo siano nella modalità tradizionale. Ho la sensazione che la distanza e lo schermo rendano gli incontri più “freddi”, più distaccati – ti do l’informazione, tu la recepisci, finito – ma comunque e per fortuna, non a discapito del messaggio.

In ogni caso mi sento di dire che se c'è un servizio che a distanza può funzionare, questo è MyEurope. Anche perché adesso ci serve proprio un pizzico di positività. In un momento così particolare della storia dell’umanità le prospettive di futuro, anche se incerte, sono una delle più importanti ancore di salvataggio che abbiamo e i giovani, a maggior ragione, hanno voglia di sognare, pianificare e pensare al loro futuro.
Essendo le opportunità di mobilità (sia di Erasmus+ che di altri soggetti) progettualità continuative nel tempo, questo periodo può essere utile per conoscere e informarsi sulle diverse possibilità.
Nella futura fase di ripresa, la solidarietà, lo scambio tra culture diverse, l’impegno dei giovani per il futuro dell’umanità saranno essenziali e come Hermete vogliamo dare questo segnale ai nostri giovani: noi ci siamo e possiamo fare di più. 


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