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Nessuno educa nessuno, nessuno si educa da solo, gli uomini si educano insieme, con la mediazione del mondo. 

(Paolo Freire)

Mobilitare le forze delle persone, attivare il loro potenziale, attraverso l’educazione, lo scambio e le pari opportunità, consente la nascita di cittadini e del senso di appartenenza alla stessa comunità, spingendo verso un senso di solidarietà.

Obama, nel suo ultimo discorso alla Casa Bianca l’11 gennaio 2017, ricordò chela Costituzione è un pezzo di carta, servono un popolo e una passione per animarla”.

 img per articolo sp. famiglia

La nostra Mission negli Spazi Famiglia:

Il valore degli Spazi Famiglia risiede nel dar fiducia e credito ai genitori, affinché si sentano rinforzati nelle loro naturali competenze e mobilitati nell’essere cittadini attivi. Paola Milani parla di co-educazione intendendo il “fare posto ai genitori nella nostra società, l’allargare il loro capitale sociale, costruire piccoli luoghi diffusi di incontro e dialogo”, poiché l’educazione passi non solo attraverso le competenze genitoriali, ma anche attraverso una costruzione comune, di scambi di pensiero, di formazione e responsabilità condivisa. Il compito di creare luoghi di crescita per le generazioni è allora un compito politico, i Comuni di San Pietro in Cariano e di S.Ambrogio di Valpolicella si sono impegnati per “mobilitare il potenziale educativo dei genitori”, costruendo ambienti capaci di responsività sociale ed adatti allo sviluppo dei bambini.

 

Origine e contesto di sviluppo degli Spazi Famiglia:

Gli Spazi Famiglia sono servizi nati in molti comuni in seguito alla Legge 285 del 1997, con l’intento di lavorare con le famiglie per la crescita educativa dei bambini, sviluppando azioni nella primissima infanzia. Il nucleo comune emergente riguarda il desiderio di creare dei luoghi in cui le famiglie possano incontrarsi, attivare le proprie competenze genitoriali, condividere le norme del vivere in comunità, dedicare dei momenti al confronto per costruire alleanze educative tra adulti, creare reti sociali e diffondere azioni educative condivise.

Il genitore, nella nostra cultura, è chiamato ad occuparsi del bambino rispettando i suoi bisogni, a fungere da guida, da riferimento, ma anche da argine, fissando dei limiti volti alla tutela del bambino e al sostegno per lo sviluppo delle sue potenzialità. Gopnick parla del genitore come di un “giardiniere che cura e coltiva la relazione” per sottolineare l’importanza di dare ai figli ascolto attivo, di accoglierli per ciò che sono, di nutrirli, dedicando tempo ed impegno per creare relazioni profonde, il tutto però in un ritmo vorticoso della società.

Il contesto in cui nascono e crescono le famiglie oggigiorno è infatti caratterizzato da velocità, confini labili, comunicazione rapida e normative flessibili, tutti fattori che comportano fatica di educare, dove i bambini trovano difficoltà a vedere i confini in uno spazio sfuocato, in un tempo accelerato e in un contesto relazionale talvolta poco profondo.

Ne consegue che i genitori da soli difficilmente riescono in un compito tanto complesso; la funzione genitoriale appare non come una capacità innata, quanto come la risultante di risorse personali, sociali, culturali, economiche e comunitarie, perciò sono nati questi Spazi di condivisione, in cui le famiglie possono incontrarsi e camminare insieme.

 

A chi sono rivolti:

Questi servizi sono rivolti a famiglie con bambini di età 0-3 anni e attualmente la Cooperativa Hermete, insieme agli educatori Set, ne gestisce uno nel Comune di San Pietro in Cariano e due in quello di S.Ambrogio di Valpolicella, dove la proposta si è differenziata con una serie di incontri per le neo-mamme, con bambini 0-12 mesi, in collaborazione col Consultorio Familiare Ulss e una proposta per genitori con figli 1-3 anni.

Si è scelto di investire energia nei primi anni di vita dei bambini poiché l’ambiente in questo lasso di tempo ha un’influenza evidente sullo sviluppo affettivo, cognitivo e sociale futuro di ogni persona. Una buona base di partenza, definita Early Childhood Development (ECD), è ritenuta infatti come la miglior prevenzione per formare sia le abilità cognitive che le character skills (abilità di natura socio-emotiva, come la motivazione, l’onestà, l’empatia, il coraggio, ecc) nei bambini e che entrambe queste abilità siano predittori di successo scolastico e conseguentemente socioeconomico.

James Heckman, economista e statistico statunitense, premio Nobel per l’economia nel 2000 per i suoi contributi allo "Sviluppo della teoria e dei metodi per l'analisi di campioni selettivi” dimostra che investire nello sviluppo della prima infanzia, soprattutto di bambini svantaggiati, produce grandi ritorni per gli individui e la società, attraverso un aumento dei risultati personali (istruzione, salute, qualità lavorativa) e della produttività sociale (risultati economici e sociali), innescando un circolo virtuoso di benessere e che, “un investimento precoce in termini di qualità dell’educazione in famiglia nei primi anni di vita e nei servizi educativi 0-3 anni costi assai meno che qualunque intervento riparativo messo in atto negli anni successivi”1.

 

Cosa trovate nei nostri Spazi Famiglia:

Tempo: gli Spazi Famiglia hanno da sempre dato la priorità a creare un “tempo lento”, il tempo dello stare, affinché le famiglie possano vivere spazi relazionali profondi con i propri figli e altre famiglie.

Incontri: sono luoghi di incontro, di sé e dell’altro, dove l’operatore attraverso l’ascolto fa spazio alla nascita di nuove relazioni e condivisioni tra bambini, tra adulti, tra genitore e figlio, tra educatori e famiglie.

Riflessione: sono occasioni di riflessione critica, di confronto e di percorsi per scelte consapevoli nella gestione educativa dei figli.

Esperienze: i bambini possono vivere esperienze motorie, manipolatorie, sensoriali e relazionali con dei coetanei.

Informazione: si innesca ogni anno un circolo di informazioni e di saperi, attraverso i racconti degli adulti e la promozione alla partecipazione a formazioni esterne.

Conoscenze tecniche: vengono realizzate delle proposte specifiche, come incontri sulla lettura, sul senso del gioco libero, sull’uso di giochi in scatola, sulla fascia, sullo svezzamento...

Collegamento coi servizi territoriali: gli educatori facilitano la conoscenza ed il collegamento alla moltitudine dei servizi presenti sul territorio per la prevenzione e la protezione (es. incontri con le figure specialistiche del consultorio familiare).

 

 

1 (Carneiro, Heckman, 2003; Heckman, Masterov, 2007; Cunha, Heckam, 2010; Heckman, 2008b: Conti, Heckman, Urzua, 2010 cit. da Paola Milani, Educazione e famiglie. Ricerche e nuove pratiche per la genitorialità, Carocci, Roma, 2018, p.46)