IL RISCH!O DI CRESCERE
Occhio ai segnali: anche proteggere troppo è un pericolo.
Restituiamo all’infanzia lo spazio per l’autonomia,
tessiamo alleanze e riscopriamo la fiducia.
Occhio ai segnali: anche proteggere troppo è un pericolo.
Restituiamo all’infanzia lo spazio per l’autonomia, tessiamo alleanze e riscopriamo la fiducia.
Autonomia è anche un nodo ben fatto.
Ci sembra di aiutarli, e spesso ci fa risparmiare tempo la mattina. Ma sostituire ogni difficoltà con una scorciatoia (come il velcro al posto dei lacci delle scarpe) toglie ai bambini e alle bambine la palestra quotidiana della pazienza. Imparare gesti complessi allena la motricità fine e, soprattutto, insegna a tollerare la piccola frustrazione di non riuscire al primo colpo. La soddisfazione di quel “ce l’ho fatta da solo” vale più di mille minuti risparmiati.
Invece di fare le cose al loro posto, scegli abbigliamento e oggetti che promuovano l’autonomia. Scegli il momento giusto della giornata in cui cominciare ad allenare il “fare da solo“.
Le difficoltà fanno parte del gioco.
Quando gli adulti intervengono preventivamente in ogni gioco dei bambini e delle bambine per evitare scontri o difficoltà, trasformano un’esperienza di crescita in un ambiente sterile. Il litigio tra pari, la sbucciatura, la noia improvvisa o il dover negoziare una regola senza l’arbitro adulto sono palestre sociali fondamentali. È nel gestire il piccolo conflitto oggi che si imparano le competenze relazionali per il mondo di domani. Facciamo un passo indietro.
Non temere i contrasti e non intervenire immediatamente per risolverli. Permetti di vivere il conflitto come un terreno di sperimentazione: spesso, se lasci i bambini e le bambine liberi di negoziare, trovano soluzioni creative e inaspettate che noi adulti non avremmo considerato.
I bambini hanno bisogno di correre, ma non dietro agli impegni.
Agende piene di corsi, sport e attività strutturate spesso servono più a placare l’ansia da performance degli adulti che i reali bisogni dei bambini e delle bambine. L’infanzia ha un tempo diverso, lento, fatto di pause. Saturare ogni momento impedisce l’emergere di una risorsa fondamentale: la noia. È solo nel tempo vuoto, non guidato dall’esterno, che si attivano la fantasia, la creatività e la capacità di stare con se stessi.
Resisti alla tentazione di fare continuamente proposte strutturate e lascia che i bambini e le bambine stiano in un tempo vuoto. Avrai sicuramente altro da fare anche tu.
L’insuccesso è il motore dell’adattamento.
Spianare la strada ai bambini e alle bambine, rimuovendo ogni ostacolo prima che possano inciampare, non li rende felici: li rende fragili. La frustrazione per un insuccesso, piccolo o grande, è il motore dell’adattamento e della resilienza. Se non permettiamo loro di sperimentare il fallimento in un ambiente protetto oggi, non avranno gli strumenti emotivi per affrontare le inevitabili sfide della vita adulta. Lasciamoli provare, sbagliare e riprovare.
Esci dall’idea del bambino e della bambina perfetti: sbagliare è parte dell’agire. Fai vivere ai bambini l’errore o il fallimento come crescita.
Per sfuggire alla sedentarietà, rifugiarsi nel bosco.
Abbiamo paura che prendano freddo, che si sporchino, che si facciano male quando sono “fuori”. Eppure, l’ambiente più rischioso per lo sviluppo psicofisico è spesso quello chiuso, iper-protetto e sedentario. I bambini e le bambine hanno un bisogno biologico di esplorare, di toccare la terra, di misurarsi con un ambiente non addomesticato. Esporli al mondo esterno non è un pericolo, è il modo per rinforzare il corpo, sostenere l’apprendimento e sviluppare l’autostima.
Promuovi il gioco libero all’aria aperta in ogni stagione, lasciando esplorare e toccare senza paura. Inoltre segui attentamente le linee guida dei pediatri sull’uso degli schermi.
I bambini e le bambine hanno i loro segreti, ed è giusto così.
Il desiderio di sapere sempre dove sono, cosa fanno e con chi giocano nasce quando l’amore diventa ansia di protezione. Ma un controllo costante e serrato invia un messaggio implicito: “non mi fido di te”. Per costruire la propria identità, i bambini e le bambine hanno bisogno di spazi (fisici e mentali) che sfuggano allo sguardo adulto. Hanno diritto ai loro segreti e a piccoli momenti non monitorati. La fiducia si nutre di questi spazi vuoti.
Resisti alla tentazione di chiedere costantemente resoconti ad altri adulti. Lascia che siano i bambini e le bambine a decidere cosa, come e quando raccontare la propria giornata. Infine, fidati di chi si prende cura di loro.
Spazi di autonomia attraverso il gioco
Spazi di autonomia attraverso il gioco
Genitori, scuola e la comunità insieme per l’autonomia di bambini e bambine… è iniziato Scarpe con i Lacci!
Bambine e bambini tra i 3 e i 10 anni, assieme agli adulti di riferimento e ad una comunità consapevole, saranno parte di un cambiamento culturale che rimette al centro la libertà dei minori di arricchirsi tramite esperienze e di rimettere al centro un dialogo sulle autonomie. Con attività capillari a scuola e nell’extra-scuola, il progetto porterà i minori a guardare il territorio come un cantiere di costruzione del sè e promotore di cittadinanza attiva.
Info
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giulialonardi@hermete.it
valentinasalzani@hermete.it
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